IN RICORDO DEL “NOSTRO” UMBERTO BURASCHI

Lo scorso 3 ottobre è mancato improvvisamente il “nostro” Umberto Buraschi. Lo vogliamo ricordare con affetto e con la preghiera. 

Pubblichiamo di seguito le parole di don Edy pronunciate durante il funerale: 

RICORDO DI UMBERTO
DA PARTE DI DON EDY
(6 ottobre 2025)

Ho conosciuto Umberto quindici anni fa quando lavorava per le suore di Villa Luce e spesso veniva qui all’Angolo Dolce che allora era diretto dalle suore. Poi è venuto a lavorare come sacrestano in parrocchia e lì abbiamo potuto conoscerci meglio. Umberto è diventato come un figlio per me e per mia sorella. Piano piano ho cercato di costruire un rapporto solido e costruttivo con lui usando al contempo dolcezza e fermezza. Spesso mi sono venute alla mente le parole della S. Scrittura: “Coloro che amo, accarezzo e bastono”. Umberto aveva bisogno di sentirsi amato e nella misura in cui percepiva di esserlo sapeva ricambiare con gesti molto significativi: portava dolcetti, dava via la frutta.

La vita di Umberto non è stata semplice e facile. Sovente mi parlava della morte della mamma avvenuta quando era ancora piccolo e nel ricordo di lei gli si illuminavano gli occhi. Forse in Angela che lo accoglieva e lo ascoltava con calma epazienza rivedeva qualcosa di lei. Sono convinto che Umberto ha cercato per tutta la vita forse inconsciamente la pace del cuore che ora crediamo abbia trovato nell’abbraccio finale col Padre che sta nei cieli. Nella fede crediamo che la morte non sia la fine di tutto, il termine di ogni cosa, ma la partecipazione piena alla Pasqua di Cristo che muore e risorge a vita nuova. 

Ho pensato in questi giorni che forse Umberto presagisse questo passaggio finale, questa rottura con la vita terrena. Dalle ripetute domande di questi mesi: “Cosa farò io?”, “Dove andrò?” che non riuscivano a tranquillizzarlo appieno fino a domenica scorsa quando, ero in ospedale, mi ha telefonato alla sera dicendomi, quasi implorandomi, di non lasciarlo e di non morire. Un piano insondabile di Dio ha chiamato invece lui. Ed ora mi rivolgo a te Umberto. Umberto ti affido all’amore grande del Signore. Ora sei nella pienezza del suo amore con mamma, papà e fratello. Perdona me e tutti coloro che ti hanno offeso. Dall’alto tienimi una mano sulla testa perché ho bisogno. Accompagna tutti i tuoi amici che sono nel pianto che possano ricordarti col sorriso sulle labbra. Custodirò nel segreto del mio cuore il ricordo di te. Ciao.

Di seguito il ricordo di Umberto di tutta la comunità:

IL RICORDO DI UMBERTO
DA PARTE DELLA COMUNITÀ
DI SANTA GIUSTINA 

Le persone che abitualmente passano per la piazza e quelli che non tralasciano di fare una visita in chiesa si saranno certamente accorti che qualcosa qui è cambiato, che manca una presenza che ne era diventata parte integrante come lo sono il monumento ai caduti e lo stesso campanile.

Mi riferisco alla repentina e tragica scomparsa di Umberto che, proprio della piazza e della chiesa, aveva fatto il suo posto preferito, dove spendeva la sua vita lavorando al servizio della parrocchia e intessendo le sue relazioni.  Infatti lo si trovava lì sempre, spesso anche quando era in ferie.

Con un carattere non certo facile, Umberto (detto Algher, il nomignolo con il quale veniva chiamato dagli amici) trovava sempre un motivo valido per lamentarsi e manifestare il suo disappunto per quello che contrastava il suo particolare ordine delle cose: dalla macchina parcheggiata male sulla piazza alla panca della chiesa fuori posto, dalle lattine di birra svuotate e lasciate nottetempo in piazza agli oggetti più disparati dimenticati in chiesa dopo le funzioni.

A prima vista appariva un brontolone burbero ed imbronciato, come se ce l’avesse con il mondo intero, ma chi come me ha avuto la fortuna di conoscerlo fin da quando frequentava l’oratorio, sa che sotto quella scorza indurita dalla non facile vita si celava un uomo tenero, sensibile e generoso, pronto ad aiutare chiunque purché glielo chiedesse con gentilezza. 

Umberto aveva bisogno di stare in compagnia, di sentirsi considerato e un po’ meno solo. Ora non sarà mai più solo nel posto che il Signore aveva già preparato per lui e ritroverà i suoi cari. A noi spetta adesso di ricordarlo sempre con affetto.

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