DON LEONE RICORDA DON MARIO

“il tuo sorriso sia ispiratore di potenza e desiderio di volere bene a ciascuno“

Mi ha sempre impressionato un monito sull’amicizia che ora riporto, esso dice: “L’amicizia tra avari è un terribile gioco d’azzardo”. 

L’amicizia tra avari è il gioco a chi mette di meno, a chi finge di mettere molto ma poi, nel concreto, al di là di tutte le finte o i falsi proclami, mette poco, gioca al risparmio, ha testa e cuore altrove.

Non così è l’amicizia tra virtuosi. Tra questi uomini, tra questi preti, metto volentieri il nome e la vita sacerdotale di don Mario Guzzeloni.

Ho avuto il bene di diventare vicario parrocchiale della Chiesa dei Santi Martiri al Gallaratese nel 1990, due anni dopo il trasferimento di don Mario a Prevosto di Affori.

Mi è capitato così di ricevere il frutto di un lavoro durato più di dieci anni: un lavoro coraggioso e generoso, capace di leggere i bisogni di un quartiere e di costruirvi una comunità di fede e di carità.

Don Mario è stato questo, un uomo intelligente e laborioso, che non ha confuso il compito di essere “ministro della sintesi” con la tentazione accentratrice di “farsi sintesi dei ministeri”. 

Ho sempre ammirato, forse anche un po’ invidiato, la sua pacatezza, la capacità di lavorare anche con sensibilità differenti dalla sua; animava il suo zelo pastorale una evidente signorilità che lo tratteneva dall’assumere atteggiamenti scomposti o, peggio, villani. Non alzava mai il tono della voce, anche quando qualcosa lo contrariava, e sapeva attendere che l’altro capisse meglio e correggesse la rotta.

Parroci così, non sono più in produzione, oppure la tiratura è molto limitata. Beati coloro che hanno la fortuna di incontrare uomini e pastori siffatti. 

Grazie don Mario, i tuoi occhi azzurri risplendano ora nei nostri ricordi e nelle nostre vite, le tu grandi mani ci rendano operosamente lieti, e il tuo sorriso sia ispiratore di pazienza e desiderio di volere bene a ciascuno.

“Prodesse omnibus cupientes”, penso sia stato il filo conduttore della sua esistenza. E noi gliene siamo debitori e testimoni. Il desiderio di voler fare del bene a tutti lo ha animato per tutta la sua vita e non smette di lasciare traccia in tante persone che hanno attinto a questa fonte di bene.  

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