“grazie per avermi voluto bene“
Ho conosciuto don Mario nella seconda metà degli anni ’90, nelle riunioni dei parroci e preti della città di Milano.

Mi colpirono già in quelle riunioni chiassose e spesso tumultuose, la sua riservatezza e compostezza di comportamento. Quando fui nominato parroco di S. Giustina mi accolse con gioia perché, mi disse, si sentiva stanco e bisognoso di riposo. In realtà continuò ad aiutare con grande impegno e ad essere sempre a disposizione.
Mi è stato chiesto cosa ricordo maggiormente di lui.
Don Mario, uomo di PREGHIERA. Tutte le mattine e pomeriggi passava almeno un’ora in preghiera e contemplazione in chiesa. La preghiera lo ha sostenuto in tutto il suo cammino sacerdotale.
Don Mario, uomo SOBRIO. La sobrietà lo ha contraddistinto in tutti gli aspetti della sua vita. Sobrietà è stata la caratteristica del suo modo di vivere, della sua esistenza concentrata sull’essenziale, promuovendo un comportamento equilibrato, consapevole e rispettoso, che si rifletteva positivamente sia sul piano personale che su quello etico e relazionale.

Don Mario, uomo attento ai SEGNI DEI TEMPI, sia civili che ecclesiali. Come dice la tradizione cristiana, non ai margini, ma immerso nella storia del suo e del nostro tempo. Ogni giorno la lettura del giornale che andava a prendere alle ore 7,30 con precisione estrema. La lettura di un libro al mese, per rimanere aggiornato.
Don Mario, uomo amante del BELLO, della giustizia, dei valori autentici della tradizione umana e cristiana del nostro paese. A questo proposito l’attenzione costante all’Asilo di Affori.
Voglio ora dire GRAZIE a don Mario perché mi ha voluto molto bene.

Non si è mai intromesso nelle mie decisioni, che magari si scostavano dalle sue linee pastorali. Mi ha incoraggiato nei momenti più difficili e faticosi, mi ha fraternamente o paternamente sgridato perché diceva che lavoravo troppo o che mi alzavo troppo presto, mi ha spesso ringraziato per piccoli favori o gesti di aiuto compiuti nei suoi confronti.
Grazie don Mario della tua amicizia.
Da ultimo, ma non meno importante, don Mario ha voluto molto bene ad Umberto ed Umberto a lui. Un semplice episodio tra i tanti: quando decise di rinunciare a guidare, don Mario ha regalato la sua macchina ad Umberto, cosa che lo fece piangere.
0 commenti