Elogio degli uomini e delle donne inattuali

Mi piacciono
le persone inattuali, quelle capitate qui
per caso, quelle che non hanno paura di parlare di Dio e della morte, che hanno tristezze improvvise e che
sanno prendere la gioia dai momenti qualsiasi.
Mi piacciono
le persone che hanno lotte antiche negli occhi e la pelle asciutta
e il cuore caldo come panni al sole.

Da “Canti della gratitudine” del poeta irpino Franco Arminio.

Inattuali? È il cruccio, a volte il rimprovero, in ogni caso la questione seria del nostro essere al mondo. Cosa poi significhi davvero, nello scorrere dei giorni, questa attualità ci è sempre più difficile dirlo.

Quanto, infatti, riusciamo ad essere uomini e donne del nostro tempo e non spettatori sempre più vinti da un senso di impotenza ed estraneità?

Sembra che accanto a noi accada di tutto, ma tutto sempre visto davanti agli schermi delle nostre Tv e dei nostri smartphone.

Presenti ma come fossimo estranei, contemporanei ma come assenti.

Essere inattuali, più che una evasione potrebbe allora trasformarsi in una possibilità. Azzardo che lo stesso Mistero di Dio abbia a che fare con l’essere inattuale.

“La parola di Dio è viva, scrive l’autore della lettera agli Ebrei, è efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore”
(Ebrei 4, 12)

L’Essere inattuale di Dio dipende proprio da questo suo scendere fino alle midolla, al punto di confine fra luce e tenebra, fra morte e vita, accoglienza e rifiuto, verità e menzogna.

Il Verbo della Vita assume il nostro limite e ne fa luogo di salvezza. Inattuale è così il perdono che vince il peccato, la grazia che eccede il merito, la fragilità che diviene forza, la paura che ritorna ad essere fiducia.

Essere inattuali diventa allora non semplicemente il programma di chi vuole essere non scontato, ma la rocciosità della pietra di scandalo, il crocevia di una svolta, l’inizio di un favorevole cambio di passo.

Bizzarrie della Provvidenza che ha l’anima di terra,
i sospiri degli uomini,
il fuoco stesso di Dio
(Erri De Luca)

In un mondo che vorrebbe renderci il più possibile uomini e donne ridicoli, essere inattuali è speranza di un mondo nuovo, di un tempo inedito, di un amore ancora tutto da spendere e vivere.

Sia proprio il Natale di Gesù a compiere questo vero miracolo della vita e della fede. Auguri belli, don Leone

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